DOMENICA 2 MAGGIO 2004
QUARTA DI PASQUA
Liturgia della Parola: Atti 13,14.43-52; Salmo Resp. 99
rit. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida; Apocalisse 7,9.14b-17; Giovanni 10,27-30.
Parola Guida e Impegno di Vita
“Ci guida alla fonte della vita”
Risonanze bibliche (fare memoria – ri cor dare)
dalla Prima Lettura: “…li esortavano a perseverare nella grazia di Dio”.
dalla Seconda Lettura: “… Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro … E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi”.
dal Vangelo: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola.”
Riflessione (illuminazione)
Rendiamo grazie e lode a Dio per il gran dono della sequela. E’ solo Lui che ci dà la capacità di perseverare, di andare avanti, il coraggio e la gioia di seguirlo. Dietro di Lui abbiamo la forza di ricominciare sempre, di voler tutto recuperare al suo amore. Non ci scoraggiamo se troviamo porte chiuse. Noi sappiamo che Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio in mezzo a noi e Lui non perde nessuno di coloro che li sono stati affidati dal Padre suo. Che bello sentirsi a casa!
Mi chiedo (conversione)
1. Ho mai chiuso le porte dell’ascolto e della comprensione verso gli altri?
2. Il dono della sequela mi ha mai aperto ad orizzonti più vasti?
3. Ascoltare – conoscere – seguire, sono i tre versi della pericope evangelica. Come le vivo?
4. Sento l’amore di Dio per me e come lo espando intorno?
Pratica meditativa (unione)
Pacificato e purificato il mio corpo e la mia mente invitandoli al silenzio d’ascolto, apro il mio cuore invocando lo Spirito Santo, potenza divina d’amore, affinché penetri e riscaldi la mia anima. Ripeto “corpo, silenzio”; “mente, silenzio”; “cuore, in ascolto”. Faccio il segno di croce sulla mia persona allargando la sua benedizione in ogni luogo e tempo. Lascio che la frase: “Io e il Padre siamo una cosa sola” mi prenda tutto e vivo questa frase in Cristo, nel suo Spirito. Così come quando prego il Padre Nostro e vivo la preghiera del Padre mio che vede nel segreto. La vocazione nostra è quella di rifare in noi le fattezze di Cristo, di averne gli stessi sentimenti, gli stessi pensieri, le stesse viscere. Più si radica in noi questa parola apice: “Io e il Padre”, più in noi si compie un’opera di amorevole trasformazione. Mi compenetro e ne esco illuminato.
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