DOMENICA 4 GENNAIO 2004  

SECONDA DOPO NATALE

 

Liturgia della Parola: Siracide 24,1-4.8-12; Salmo Resp. 146

rit. Il nostro Dio è grande nell’amore; Efesini, 1,3-6.15-18; Giovanni 1,1-18.

 

 

Parola Guida e Impegno di Vita

“Siamo figli nel Figlio”

 

 

Risonanze bibliche (fare memoria – ri cor dare)

dalla Prima Lettura: “Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l’eternità non verrò meno”.

dalla Seconda Lettura: “In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto.”.  

dal Vangelo: “A quanti l’hanno accolto ha dato potere di diventare Figli di Dio … da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria”

 

Riflessione (illuminazione)

Qui è compendiata tutta la storia della salvezza. L’uomo per grazia raggiunge il suo fine ultimo e Dio rende la comunione con sé manifesta apertamente. Antropologia e Teologia si uniscono. Dono e Compito fanno parte di un unico disegno d’Amore. Il Principio e il Fine diventano una sola cosa e si sposano in profonda Unità. Tutte le cose sono ricreate.      

 

Mi chiedo (conversione)

1.      Oggigiorno la comunicazione è a tutti i livelli, facile, veloce, ma poco profonda. La comunicazione della Parola di Dio invece è un’altra cosa, viaggia su altre diemensioni. Trova in me invece un terreno fecondo, un cuore attento e disponibile  per interiorizzarla?

2.      Sono fedele all’impegno della meditazione e preghiera profonda quotidiana, quali via privilegiata e insostituibile per vivere dal profondo il mistero dell’Incarnazione?

Pratica meditativa (unione)

Pacificato e purificato il mio corpo e la mia mente invitandoli al silenzio d’ascolto, apro il mio cuore invocando lo Spirito Santo, potenza divina d’amore, che penetri e riscaldi la mia anima. Faccio il segno di croce sulla mia persona allargando la sua benedizione in ogni luogo e tempo. Mi concentro in modo attento e distaccato al contempo sul ritmo del mio respiro e ripeto ad ogni espiro, per radicare la preghiera: “sono figlio nel Figlio”.  Lascio che tale realtà di grazia penetri nel mio cuore. E’ lì che lascio tale espressione discendere e dilatarsi. Faccio silenzio e mi radico in questa consapevolezza affinché sorga dal di dentro l’illuminazione che cambi la mia vita, la orienti e la diriga verso nuovi rapporti con le cose, la natura, le persone, con la stessa mia esistenza. Esco a poco a poco dalla meditazione seguendo l’invito a fissare lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.

 

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