DOMENICA 7 NOVEMBRE 2004
TRENTADUESIMA DEL TEMPO ORDINARIO
Liturgia della Parola: 2Macc 7,1-2.9-14; Salmo Resp. 16
rit. Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto; 2Tess 2,16-3,5; Luca 20,27-38.
Parola Guida e Impegno di Vita
“In Dio noi viviamo e in Te saremo trasformati”
Risonanze bibliche (fare memoria – ri cor dare)
dalla Prima Lettura: “… ci risusciterà a vita nuova ed eterna”.
dalla Seconda Lettura: “… ci ha dato per sua grazia una consolazione eterna e buona speranza …Non di tutti è la fede. Ma il Signore è fedele … Il Signore diriga i vostri cuori nell’amore di Dio e nella pazienza di Cristo” .
dal Vangelo: “ Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi: perché tutti vivono per lui”.
Riflessione (illuminazione)
Nell’attesa della beata speranza il Signore Iddio diriga i nostri cuori nel suo amore e nella pazienza di Cristo. Questo giudichiamolo, direbbe san Pietro, come salvezza certa. Dio vuole infatti tutti gli uomini salvi, gli fa eco san Paolo ap., ma soprattutto beati, cioè pienamente realizzati in Lui. Questa è la nostra vocazione. Chi coltiva in sé questa speranza vedrà Dio e sarà trasformato in Lui perché finalmente lo vedrà così come Egli è. Lo vedrà fiorire nel suo cuore e irradiarsi da tutta la sua persona. Ci sarà posto solo per la comunione con Lui e con i fratelli.
Mi chiedo (conversione)
1. La mai preghiera si nutre di pazienza, lungimiranza, fiducia, speranza?
2. Mi ha liberato dalla paura: di Dio, degli altri, delle cose?
3. Soprattutto sta formando in me un cuore nuovo, libero, aperto, in comunione?
Pratica meditativa (unione)
Pacificato e purificato il mio corpo e la mia mente invitandoli al silenzio d’ascolto, apro il mio cuore invocando lo Spirito Santo, potenza divina d’amore, affinché penetri e riscaldi la mia anima. Ripeto “corpo, silenzio”; “mente, silenzio”; “cuore, in ascolto”. Faccio il segno di croce sulla mia persona allargando la sua benedizione in ogni luogo e tempo. Fisso ora il mio sguardo interiore sul cuore e lascio che si fissi in Dio. Ripeto: “vedo un cuore”, un cuore allargarsi, prendere possesso di me, irradiarsi dalla mia persona, raggiungere ogni luogo e spazio, ogni persona e situazione. E’ il cuore di Cristo. Chiedo al Signore che al posto del mio cuore metta il suo e faccio il proposito di vivere in pienezza tale momento alla comunione eucaristica, sua Presenza certa, farmaco di guarigione e pegno sicuro di immortalità. Sigillo la preghiera con il segno di croce che confermi e caratterizzi nella mia carne, come il fuoco, tutta la mia orazione.
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