GUARIRE

SCHEDA 21

*  Prima di procedere fermati ad osservare questa immagine :chiediti perché guarire è come un ri-fiorire. Scrivi ciò che scopri aderendo al tuo vissuto. Puoi inviare il tuo testo:grazie

Mt 4,22   “ Gesù andava per tutta la Galilea, curando ogni sorta di malattia e di infermità nel popolo.Condussero a Lui  tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici ed egli li guariva”

2 Re 5,10 “ Va bagnati sette volte nel Giordano: la tua carne tornerà sana e tu sarai guarito.

                      

 
 

Naam, il siro, cioè un pagano, è affetto da lebbra. Seguendo il consiglio di una giovene israelita,schiava di sua moglie, si reca dal profeta Eliseo per essere guarito. Il profeta contrariamente alle aspettative dell’uomo, non gli va incontro,ma gli invia un messaggero con il comando di lavarsi sette volte nel Giordano.

L’episodio è carico di simboli.

- C’è prima di tutto una situazione di disagio: Naam occupa a livello umano un posto di privilegio ma è lebbroso. Il male lo corrode: la sua carne marcisce come quella di un cadavere. Immagine del peccato che lascia l’illusione di essere vivi,capaci di soggiogare il mondo, mentre il suo fetore appesta la stessa vita del peccatore,spegnendo la gioia.

- Ed ecco una giovinetta, un <messaggero>: un incontro casuale, una lettura, un avvenimento…aprono uno spiraglio di speranza.

- “ Va e bagnati sette volte”: il numero della compiutezza, della pienezza. E’ un affidarsi senza riserve a quell’Acqua risanatrice che è sgorgata dal cuore di Cristo: lo Spirito Santo. E’ un lasciare che quell’Acqua penetri in tutte le cellule del proprio essere,risanando e purificando cosi che la vita piena,la vita della grazia possa  tornare a fluire in noi.

- E sarà un approdare alla “ terra promessa” a cui rimanda l’accenno al Giordano, il fiume in cui Israele dovette immergersi,lasciandosi alle spalle il deserto. Terra promessa è anche quella di una vita che va maturando verso la pienezza del proprio essere e, a raggio più largo, una società in cui nessuno  debba più sentirsi straniero,emarginato,sfruttato.

PRATICA MEDITATIVA

-         Nel piccolo santuario del mio cuore, umile e fiducioso, mi espongo all’azione curativa del Signore Gesù. Gli nomino i miei mali consci. Gli chiedo luce sui miei tanti mali inconsci perché sono certo che Lui ha potere sulla morte e sugli inferi tutti.

-        Lo ringrazio e lo benedico per l’aiuto curante che ricevo. Ripeto più volte questa esercizio spirituale.

                                                        Un carissimo saluto a tutti - Sr Marisa e meditanti romani