SCHEDA 25

La storia dei miei sensi

Alla luce di Mc 13,33 impariamo che la persona è come una casa dentro cui vivere con 1'aiuto di vari servi e di un portinaio, di un portiere. La casa, simbolo di ogni persona-uomo e donna-, ognuno l'ha in affitto ma non ne è il padrone. Il padrrone è Dio che ci invita a "stare vigili e attenti". Vogliamo prendere contatto con i nostri primi servi: i sensi e vederne la loro storia.

1) VISTA: viene considerato il senso principale. Osservo le immagini che ho registrato nei miei occhi e le sensazioni che le hanno accompagnate ... osservo la storia, non solo del senso naturale della vista ma anche del senso soprannaturale. Evoco le "visioni" cariche di mistero che ho vissuto portando lo sguardo sul creato, sul volto umano, sull'immagine sacra, sull'Eucarestia. “Mi è parso di cogliere l'anima delle cose, delle persone, dei simboli religiosi? Ricordo anche quando i miei occhi hanno conosciuto le lacrime e che contenuto avevano queste mie la-crime. …….

2)      ASCOLTO : lascio emergere le parole e i messaggi che più mi hanno colpito. Osservo la qualità del mio ascolto: ascolto di me stesso, ascolto delle cose, ascolto dell'altro, ascolto della storia, ascolto di Dio…….

3)      ORALI T A': chiedo al III senso di narrarmi la sua storia nella varietà delle sue espressioni: il gusto, la parola, il sorriso, il broncio, il bacio. Ascoltando questa narrazione

                                  cosa provo dentro di me?                                               .

5)      OLFATTO: c'è una memoria olfattiva così come c'è una memoria visiva, uditiva, gustativa, tattile, motoria. La

lascio riemergere, evocando la diversità degli odori, dei profumi che a noi manda la natura . Evoco anche il profumo dell’incenso che accompagna la preghiera liturgica o anche la preghiera personale.         

                                  Osservo anche come sto educando il mio respiro

                                 all’accoglienza delle varie espressioni della vita.

5)      TATTO: tatto, con-tatto. Osservo la qualità del mio contatto con me stesso, con gli altri, con le cose, con gli ambienti. Ne ammiro la grazia e la delicatezza

·        Al termine dell'esercizio ripercorro in una visione d'insieme la storia dei miei sensi e osservo se c'è qualcosa da correggere, da guarire, da potenziare, da coltivare .....

·        Posso, a conclusione, con una preghiera spontanea, chiedere al Signore di benedire ogni mio senso perché Gli dia gloria e gioia.