SCHEDA 26  

La relazione con i miei sensi

Immagino di trovarmi a diretto contatto con le persone che rientrano nella cerchia dei miei rapporti abituali e applico su ciascuna di essa i singoli sensi per crescere in una relazione ottimale di comunione e collaborazione.

l)        Parto dalla vista: osservo come essa si posa via via sulla prima, sulla seconda, sulla terza persona. Coltivo per ciascuna uno sguardo amorevole, incoraggiante, fiducioso che culmina nel sorriso.

3)      Mi pongo in ascolto dell'altro e osservo la modalità del mio ascoltare;: attento, partecipe, empatico. Se fosse un ascolto superficiale e distratto lo purifico e lo perfeziono.

4)      Immagino di rivolgere a queste precise persone la parola e di intavolare con loro un discorso: prendo atto del tono di voce, del messaggio che porgo. Se mi accorgo che il mio linguaggio nasconde chiusura mentale, pregiudizio, intolleranza, diffidenza, dominazione, cerco di renderlo affabile, sereno, mite, cordiale, umile.

5)      Applico alle persone con cui mi relaziono l'olfatto: se mi risultasse sedotto dal profumo o urtato da odori, correggo la mia reazione istintiva spargendo sulla persona concreta il "buon profumo" della carità.

6)      Infine mi interrogo sul tatto-contatto che pratico nei confronti dell'uno o dell'altro. Osservo il mio contatto per vedere se esprime naturalezza, semplicità, libertà interiore, amore, benevolenza. Se vivo questa modalità di relazione benedico il Signore; se no, chiedo aiuto al Signore per avanzare nel miglioramento di me stesso.

 7)  Passo ora a vivere questo esercizio di relazione nei

     confronti dell'intero creato partendo dai gradini infimi

     degli esseri a quelli più elevati: osservo- ascolto- resprro-

assaporo- tocco- accarezzo.

Con S. Francesco ripeto "Lodato sii, mio Signore, con tutte le tue creature.” Posso pregare anche il Salmo 148.

7)      Termino la mia pratica meditativa invocando la benedizione di Dio sui miei sensi e sui sensi delle persone con cui mi sono relazionato.