Benevolenza, marchio della Trinità

S.Basilio (330-379) il celebre padre del monachesimo orientale ben nutrito dalla Sacra scittura, afferma che essere dotati di ragione esprime in noi l'immagine di Dio, ma la perfetta somiglianza con lui ci è data dalla benevolenza.

La benevolenza è celebrata in tutte le religioni. Chi ha abbracclato la benevolenza è dotato di saggezza e di virtù, è di buona parola, gentile, tollerante. Sono espressioni che si trovano nei testi del canone buddista.

In Lc 6,35 troviamo "siate figli dell'altissimo che è benevoo verso tutti". Il germe divino che segretamente e nascostamente ci abita sta lavorando in noi e come l'acqua che si versa sul fuoco lo spegne così la benevolenza spegne in noi odi, rancori, antipatie. La pratica meditativa che ci prepariamo a ··vivere vuole irrobustire questo seme della benevolenza che Dio ci ha messo in cuore. Di questo tanto lo ringraziamo

1)     Assumiamo la posizione meditativa adeguata. Apriamoci allo Spirito Santo.

2)     Distribuiamo l'insieme degli uomini che popolano il nostro pianeta in tre cerchi concentrici.

a)      il primo cerchio è costituito dalle persone con cui viviamo i nostri rapporti più' immediati: i nostri familiari, le persone della nostra comunità di vita, di lavoro. Cn il linguaggio silenzioso dell'amore deponiamo nel cuore di queste persone il seme della benevolenza.

b)      Il secondo cerchio è rappresentato da quanti incontriamo casualmente lungo i sentieri della vita. Visualizziamo le persone più varie. Educhiamo la nostra mente ad esprimere Benevolenza.

c)      Il terzo cerchio è rappresentato da tutta l'umanità.

Il sentimento di benevolenza che si sta sviluppando nel nostro cuore prenda le ali e percorra il mondo intero. Raggiunga gli uomini che abitano al Nord, al Sud, all'Est, all'Ovest. Tutti sentano rinascere nel loro cuore la gioia di vivere, di sperare e di amare.