VIVERE L’AVVENTO N 2
“ Fratelli, celebrate come si conviene, con gran fervore di spirito, l’Avvento del Signore, con viva gioia per il dono che c’è fatto e con profonda riconoscenza per l’amore che vi è dimostrato.
Non meditate però solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, quando ritornerà per unirci a sé per sempre.
Fate oggetto di contemplazione la doppia visita del Cristo, riflettendo su quanto ci ha donato nella prima e su quanto ci ha promesso per la seconda.
< Il Salvatore trasfigurerà>, con la sua venuta, < il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso> solo se già prima troverà rinnovato e conformato nell’umiltà al suo, il nostro cuore. Per questo dice “ Imparate da me che sono mite e umile di cuore” ( Mt 11,29).
Considera in queste parole la doppia specie di umiltà, quella di conoscenza e quella di volontà.
Quest’ultima qui viene chiamata umiltà di cuore. Con la prima conosciamo il nostro niente, come deduciamo dall’esperienza di noi stessi e della nostra debolezza. Con la seconda rifiutiamo la gloria fatua del mondo” (Dai discorsi di San Bernardo sull’Avvento)
Cos’è l’anno liturgico °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Per diffondre il “ profumo della conoscenza di Cristo nel mondo intero” ( 2 Cor 2,14) la Chiesa ha diviso l’anno in varie parti chiamati <tempi liturgici>. Tutti gli aspetti> della vita e del Mistero splendido di Cristo vengono meditati, contemplati, pregati, attualizzati.durante l’anno liturgico.
IL NOME < AVVENTO>
° Avvento da ADVENTUS significa VENUTA
° Apre l’anno liturgico: un nuovo “anno di grazia”( cfr Lc 4,19) ed è stagione spirituale dell’attesa.
° I due poli misterici dell’Avvento sono la venuta e l’attesa del “Dio che era, che è e che viene” Ap 1,4
"Al suo primo Avvento, nell’umiltà della nostra natura umana, Egli portò a compimento la promessa antica e ci apri la via della eterna salvezza.Quando verrà di nuovo nello splendore della sua gloria, potremo alla fine ottenere, in pienezza di luce, i beni promessa che ora osiamo sperare vigilanti nella attesa” . Prefazio I dell’Avvento
.° “Una prima volta il Signore è venuto in modo oscuro e silenzioso,come la pioggia sul vello.
Una seconda volta verrà nella gloria in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti” (Catechesi
di S.Cirillo di Gerusalemme)
Pratica meditativa: in meditazione vivo lo stupore del già e il desiderio del non ancora
** CON CHI VIVERE L’AVVENTO
Con la Vergine Maria, con il profeta Isaia, con Giovanni Battista: invoco la loro amicizia e il loro aiuto
** VIRTU’ TIPICHE DELL’AVVENTO: si deducono dalle preghiere liturgiche di questo tempo.
La vigilanza, la fede, la speranza, la gioia ,la preghiera: “aiutami a coltivarle ,Signore”
** ALCUNI AUTORI SPIRITUALI vedono tra il “già e il non ancora”,una venuta intermedia dentro il nostro oggi, misterioso venire e crescere del Regno nella parabola del seme gettato da un uomo nel campo: “dormi o vegli, di giorno o di notte, il seme cresce. Come? Lui stesso non sa” ( Mc.4,26-27)
Pratica meditativa : in meditazione cerco di comprendere come vivo, accolgo, vigilo su questo misterioso venire e crescere del Regno ,che è Gesù, nel mio quotidiano, dentro il mio cuore e nel cuore degli altri, vicini e lontani.
<MARANATHA’>: VIENI SIGNORE GESU’
è la preghiera – respiro del cuore, tipica dell’Avvento.
Preghiamola, respiriamola , cantiamola.