SANTITA’E MORTE: INGREDIENTI DELLA VITA

 

Non c’è bisogno di dimostrare la santità e la morte: si mostrano da sé, sono evidenti. L’una più dell’altra, ma tutte e due esprimono degli aspetti importanti della vita.

Sempre che si voglia guardare ed ascoltare.

LA SANTITA’

E’ già passato del tempo (2001) da quando Giovanni Paolo II, nella sua lettera apostolica ”Novo millennio ineunte”, aveva sollecitato la cristianità cattolica al preciso impegno di ripartire da Cristo per vivere bene il nuovo millennio.

Per attuare questo obiettivo aveva proposto delle precise priorità: ripartire dalla santità,dalla preghiera, dall’eucaristia domenicale, dal sacramento della riconciliazione, dall’ascolto e annuncio della Parola, dalla testimonianza della carità.

L’itinerario tracciato è stato percorso?

Ripartire dalla santità: il verbo esprime <un partire di nuovo, partire ancora, non stancarci di partire>. Ne intuiamo i motivi ,vista la nostra fragilità.

Il “ripartire”ci rimanda alle origini, al progetto-sogno di Dio sull’uomo

< siate santi perché io sono santo> Lc 11,45.

< ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in  tutta la vostra condotta> 1 Pt1,15.

< questa è la volontà di Dio,la vostra santificazione> 1 Ts 4,3.

La santità è quindi un dono e un compito affidato ad ogni persona credente: dalla santità “sorgiva” viene partecipata la santità “ derivata alla creatura-figlia di Dio.

Il DNA di Dio, il tre volte Santo, viene regalato alla persona figlia  come patrimonio da coscientizzare e da investire nel concreto della esistenza e lungo tutta la propria storia.

Questo regalo del Padre ce lo porta in continuità Gesù, con tutti i suoi tanti collaboratori del cielo e della terra: i santi

.E’ per questo che dall’intimo del nostro cuore ci sentiamo dire dal Signore

< accoglietemi come AMORE, lasciatemi vivere in voi come Amore, come linfa ed energia vitale che purifica, converte, bonifica, rinnova, perdona e salva; diventerete di gloria in gloria, di tappa in tappa, ciò che siete in potenza “persone – figlie- sante”>.

A contatto di questo splendido regalo che dà senso e gusto al vivere, c’è solo spazio per lo stupore, la gratitudine, l’impegno. Curiamo questi atteggiamenti,produrranno a suo tempo opere di bontà e di bene.

 

LA MORTE

E’ una grande maestra di realismo e di speranza. Ma non è facile ascoltarne le lezioni. Eppure chi dimentica di pensare alla morte viene trascinato da questa dimenticanza ad una percezione della vita pericolosamente frivola,vana e infelice.

Il cristiano,cioè la persona che vive di fede-fiducia in Gesù Cristo, il Vivente-Risorto, “il Dio dei vivi e non dei morti”, Mt 22,22, non può vivere di illusione né di depressioni.

Per lui la morte dice la serietà e la bellezza della vita; dice l’unicità della vita che si conclude con la morte che apre il varco alla vita piena, alla risurrezione definitiva, dopo le tante piccole “ risurrezioni” vissute nel tempo storico della vita

La morte dice che la nostra risurrezione sarà ciò che noi avremo saputo fare della nostra unica vita, accogliendo la Misericordia di Dio che abbraccia tutta l’umanità.

Vale la pena aprirci alla speranza:

“ Si, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità: lo fece a immagine della propria natura”

   Sap.2,23.

 “Colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” Rm 8,11

“ Siate pronti,con la cintura ai fianchi e le lucerne accese…Tenetevi pronti perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate” Lc 12,35.40

“ Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”

2 Tm 4,2

“ non avere paura di dirmi che la morte è vicina perché essa è per me la porta della vita” ( S Francesco al suo medico)

“ E’ tempo che ci vediamo ,mio Amato, mio Signore! Partiamo, è ora. Sia fatta la tua volontà” ( Sta Teresa d’Avila)

“ Non piangete ,è l’ora della gioia” ( Giovanni XXIII in punto di morte)

 

Lasciamoci istruire e nutrire da queste parole di vita.

 

 

Pratica meditativa

 

 

* Mi situo nel Silenzio del mio cuore profondo. Mi apro con fiducia all’azione dello

   Spirito Santo

* Assimilo il testo che ho letto, facendomi attento a ciò che più, qui ed ora, mi

   colpisce

* Lentamente accolgo gli inviti del Signore a questo preciso miglioramento della mia

   vita……..Invoco il suo aiuto per poterlo realizzare.

 

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