FORNOVO, 31 luglio-7 agosto 2003
Siamo entrati nella Cattedrale della Bellezza. Ci era stata data l’indicazione che la Bellezza è Epifania di Dio e via a Dio.
Affascinati da questo itinerario di fede, il cui obiettivo era di scoprire ed approfondire i tanti aspetti di questo ineffabile Mistero, abbiamo intrapreso un cammino di natura esperenziale con grande umiltà, ma anche con grande attesa.
In punta di piedi e in silenzio (perché il silenzio è in certi frangenti, condizione indispensabile per non sbagliare il cammino della vita), abbiamo cominciato a visitare il santuario della Bellezza
Il percorso si è snodato attraverso momenti illuminanti e vitalizzanti: la Parola di Dio; brevi esposizioni dei contenuti; lettura del vissuto quotidiano; assimilazione di testi patrisitici; raccoglimento.
La visita si è soffermata su due grandi navate. Nella prima abbiamo ammirato e meditato i vari volti della Bellezza: nel cosmo e nella creazione; nel “prodigio” della persona, nella sua unità di corpo-anima-spirito;nelle arti e nella scienza, opera dell’uomo; in Dio, Padre-Figlio-Spirito Santo, principio e fine di tutta la creazione; in Gesù Cristo, Figlio di Dio, Signore; nella Chiesa, Corpo di Cristo e Sacramento di Salvezza; in Maria, la Santa Madre di Dio; nei Santi.
Animati dallo stupore e dalla grazia di tanta contemplazione ci siamo addentrati nella seconda navata: qui ci è stato prospettato concretamente come crescere nella bellezza, come educarci nella bellezza e, in sintesi, quali impegni precisi assumere per divenire per noi per tanti operatori di bellezza.
Uscendo dalla Cattedrale ci siamo resi conto che anche come discepoli di Gesù facendo questo cammino ci eravamo assunti una notevole responsabilità, quella di portare agli altri il dono ricevuto.
Perché la Bellezza, via a Dio e quindi via che salva, non è un possesso o una proprietà privata, ma una energia che si spande ed irradia per contagio.
Se ne diventa testimoni: il pensare, il sentire, il parlare, l’agire, riflettono il bene, il giusto, il vero, ciò che è sano.
Chiediamo al Signore che voglia servirsi di noi per riflettere nei nostri ambienti di vita e di lavoro la Sua Bellezza che salva.
Giovanni, un meditante.
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