Ascensione

 ascensione

 

 

ICONA DELLA ASCENSIONE

At 1,6-14; Lc 24,50-53; Mc 16,19-20

Premessa

Nella parte più alta del Monte degli ulivi  si trova l’edificio  della Ascensione, oggi una piccola moschea che ricorda il luogo in cui Cristo si staccò da terra e ascese  al Cielo sotto gli occhi stupiti degli apostoli.

La lettura   attenta dei testi sacri sopra elencati ci aiuta a situarci nell’Evento vissuto da Gesù .

Possiamo pensare che dopo la risurrezione , il Signore è ormai elevato in cielo (Mt 16,19) e glorificato ma il suo distacco definitivo da questa terra avviene quaranta giorni dopo la Pasqua.

La Chiesa è giunta progressivamente a situare nel tempo la celebrazione liturgica della Ascensione. Inizialmente, fino al III secolo,la memoria di questo evento,veniva celebrato nello stesso giorno della Risurrezione. Successivamente si celebrò insieme con la Pentecoste, nel pomeriggio. Solo fra il V e il VI secolo la festa della Ascensione  cominciò ad avere una fisionomia propria finchè fu fissata in forma autonoma il quarantesimo giorno dopo la Pasqua, secondo il racconto degli Atti degli Apostoli

L’Ascensione costituisce l’antitesi del movimento di discesa del Signore Gesù che comincia con l’Incarnazione e raggiunge il punto estremo dell’abbassamento e umiliazione con la morte in croce.

L’icona della Ascensione celebra il significato di questo evento per la Chiesa e per il mondo. E’ una icona di gioia e di speranza: esprime la gioia del creato che partecipa alla salita al cielo del suo Signore . E’ anche una icona cristologica ed ecclesiologica.

Cristo è salito al cielo eppure rimane sulla terra ,vivente nel cuore della sua Chiesa.

L’icona è come divisa in due parti ben distinte: la prima quella celeste in cui domina la figura del Cristo glorioso, la seconda quella terrestre dove l’umanità, rappresentata dagli Apostoli, trova il suo centro in Maria

Maria si trova al centro della composizione, colonna e fondamento della Chiesa, asse che collega la terra al cielo dove Cristo è assunto tra le potenze angeliche.

Descrizione e commenti

L’Ascensione avvenne su monte degli ulivi: ecco perché nella metà inferiore della Icona, un ammasso di rocce aride fa da sfondo dei personaggi. Ma da questo blocco roccioso si elevono cespugli e piccoli alberi verdi e rigogliosi che tracciano idealmente il confine fra cielo e terra . E’ il segno che la natura esulta e partecipa alla grande liturgia cosmica per la glorificazione del Cristo.

Nella metà superiore dell’icona, un alone luminoso composto da varie bande concentriche di colori,circonda la figura del Cristo che ascende nella gloria . L’alone circolare è sostenuto da angeli. La loro presenza è una ulteriore indicazione della gloria e della divinità dl Cristo che richiama l’A T con l’immagine de Dio seduto sui Cherubini.

Questo cerchio glorioso è anche il simbolo del sole e di tutto l’universo che gira per impulso e nella direzione che gli imprime il braccio destro di Cristo Signore .A questo movimento partecipano su nel cielo gli angeli che sorreggono l’alone glorioso e giù sulla terra i due gruppi degli apostoli.

Il Cristo seduto sui cieli come in un trono appare in tutta la sua divina maestà di re dell’universo

Le sue vesti sono di porpora e d’oro: i colori della regalità. Il suo volto è luminoso come il sole. L’atteggiamento è quello del Pantokrator cioè di colui che contiene in sé tutte le cose

Il gesto solenne della sua destra esprime la sua signoria universale ,mentre  la sinistra stringe il rotolo della legge che ha raggiunto la sua pienezza e compimento. Cristo ascende in cielo con le sue due nature: grazie a Lui e insieme con Lui, l’umanità è introdotta definitivamente nell’esistenza celeste.

In asse con Cristo si vede l’immagine della madre di Dio circondata dagli apostoli. La sua figura risulta particolarmente sullo sfondo del candore angelico. Maria rappresenta misticamente la Chiesa, la nuova Eva. Rispetto agli apostoli che appaiono in agitazione solo Maria ha l’aureola della santità, segno della sua partecipazione alla sfera divina e conserva una inalterabile tranquillità.

Maria guarda diritta davanti a sé, il gesto delle mani della Madre di Dio, levate in alto in preghiera  esprime il ruolo della Chiesa intercedente.

Nel suo insieme il gruppo costituito dalla Madre di Dio e dagli apostoli rappresenta l’istituzione della Chiesa e il suo ruolo. Il movimento di tutti i personaggi, i gesti, gli sguardi, le posture, tutto è diretto verso il Cristo che asceso al cielo è il capo della Chiesa e la fonte della sua vita

Gli apostoli sono divisi in due gruppi di sei personaggi ciascuno.

Il gruppo di sinistra appare in movimento come simbolo dell’azione; l’altro più tranquillo rappresenta simbolicamente la contemplazione. Azione e contemplazione sono le due dimensioni fondamentali e complementari della vita della Chiesa e di ogni cristiano

Gli abiti multicolori degli Apostoli, i vestiti luminosi egli angeli formano la sagoma di un calice in cui è collocata la Madre di Dio, simbolo del popolo di Dio.

PRATICA MEDITATIVA 

1.Cristo è partito per il cielo ma è anche vivo e operante in mezzo a noi, nella Chiesa

   - Mi metto in preghiera e mi chiedo: dove incontro con più forza il Signore.? Quali persone, gruppi o istituzioni rendono il Cristo più presente tra noi? Dove si nota maggiormente la sua assenza? Quali settori o ambienti necessitano più urgentemente di essere evangelizzati? Cosa faccio e posso fare per rendere presente Gesù?

2.  L'Ascensione del Signore esprime molte realtà portatrici di speranza: l'esaltazione della natura umana del Cristo; il com­pimento dell'opera della salvezza avviata con l'incarnazione e glorificazione di Gesù (FU 2,9-11); la elevazione dei figli di Dio.

   - In meditazione integro queste realtà che l'amore del Padre mi vuole partecipare.

 

 3. La contemplazione dell' Icona dell 'Ascensione alimenta la spe­ranza e la certezza della vita eterna quale patria definitiva dei salvati.

-  Al ritmo del cuore ripeto a lungo: «Credo nella vi­ta eterna; Credo nella resurrezione della carne», e lascio che questa verità si radichi nel mio cuore.

4.  In meditazione approfondisco la preghiera del vegliardo Simeone: «Ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pa­ce secondo la tua Parola ... » (Lc 2,29-32).

5.   Faccio una lettura sapienziale dei capitoli 21 e 22 del­l'Apocalisse.

 - Mi lascio illuminare e consolare dalle realtà con­tenute nel testo sacro.

6 -  Faccio una lettura sapienziale del Catechismo della Chiesa Cattolica ai nn. 659-677.

7-  Prego: «Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il.mi­stero che celebra in questa liturgia di lode, perché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro Capo nella grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen» . 

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