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Presentazione di Gesù al Tempio

PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO

GUARDO A LUNGO

 

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LEGGO E  ASCOLTO

 

“Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la legge di Mosé, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore: "ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore"; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.”

"Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele.Mosso dallo Spirito si recò al Tempio,accolse Gesù fra le braccia  e disse……….                .Lc 2,-22-35

APPROFONDISCO

La "Presentazione di Gesù al Tempio" è una delle dodici Grandi feste bizantine.. Solo dopo la riforma liturgica (Concilio Vaticano II), divenne una festa del Signore e prese il nome di "Presentazione di Gesù al Tempio".. Il sacerdote farà il rito espiatorio per lei ed essa sarà monda".(Levitico12,8).
I valori teologici che caratterizzano questa festa sono molto forti, pertanto lo schema iconografico si è fin dall'inizio mantenuto abbastanza stabile. Da un lato la Beata Vergine che porge il bambino a Simeone, dall'altro il Santo vegliardo che lo riceve. Fanno contorno le figure di San Giuseppe e della profetessa Anna. L'unico elemento importante che può differenziare le icone sta nella rappresentazione di Simeone con il bambino in braccio, in altre la tensione del gesto di Simeone per prendere in braccio Gesù. In secondo piano, ma sempre al centro della scena, si intravedono gli elementi che schematizzano il concetto del Tempio: un baldacchino (ciborium), una rappresentazione del presbiterio (vima), o frequentemente una chiesa bizantina.

Il centro della scena è comunque sempre dominato dalla Vergine, ella simboleggia il Tempiovivente. Inneggiando al tuo parto l'universo ti canta qual tempio vivente, o Regina!
Ponendo in tuo grembo dimora Chi tutto in sua mano contiene, il Signore, tutta santa ti fece e gloriosa e ci insegna a lodarti:(Akathistos, XXIII Stanza)


È meraviglioso contemplare l'espressione della Madonna mentre porge Gesù a Simeone. Maria era pienamente consapevole di ciò che accadeva e fra sé meditava: "Quale nome troverò per designare Te, figlio mio? Se Ti chiamo uomo, quale appari ai miei occhi, sei al di sopra dell'uomo, Tu che hai conservato intatta la mia verginità. Ti chiamerò l'uomo perfetto? Ma so bene che la tua concezione è stata divina: nessun uomo è stato mai concepito senza l'unione nè seme come fosti tu, o senza peccato. E se ti chiamo Dio, mi meraviglio vedendoti del tutto simile a me, perché non hai nulla che ti differenzi dagli attributi degli uomini, salvo che sei stato esente dal peccato nella tua concezione e nella tua nascita. Che cosa ti darò: il mio latte o la mia lode?" (Romano il Melode, XVI, 3-4). Simeone vede la beata Vergine e le viene incontro, le chiede di poter prendere fra le braccia il Salvatore del mondo. Si china sul Bambino e dopo averlo a lungo contemplato, pieno di spirito Santo si rivolge a Maria e le profetizza: "Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori." (Luca 2,34-35 (Akathistos XXI stanza)

Il ruolo di Gesù è però solo apparentemente secondario, l'atteggiamento del Bambino è quello del "Legislatore". Cristo ha tra le mani un documento, il chirografo su cui è scritto il debito della intera umanità, in esso sono scritti i nostri peccati, e le nostre "condizioni sfavorevoli". Sarà questo il foglio che con il suo sacrificio Gesù straccerà rendendoci definitivamente liberi.
Condonare volendo ogni debito antico, fra noi, il Redentore dell'uomo discese e abitò di persona: fra noi che avevamo perduto la grazia. Distrusse lo scritto del debito, e tutti l'acclamano: Alleluia.
(Akathistos XXII stanza)

Il Cristo Bambino è vestito di bianco, come al momento della sua Trasfigurazione sul monte Tabor, Simeone è invece vestito di verde, colore simbolo della terra. Egli conferisce la potenza dello Spirito a ciò che è terrestre, facendo evolvere, la Legge in Amore. Il momento culmine della rappresentazione è l'istante in cui il Signore giunge fra le braccia di Simeone che simboleggia la figura veterotestamentaria. "Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele." (Luca, 2, 25). In questo momento la storia di Israele trova completamento. …………

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele.(Luca 2,29-32)


Fra Gesù e Simeone si stabilisce uno sguardo di incredibile tenerezza, meravigliose sono le parole che Romano il Melode mette in bocca a Gesù: "Amico mio, ora permetto che tu lasci questo mondo per il soggiorno eterno. Ti invio là dove si trovano Mosè e gli altri profeti: annuncia loro che sono venuto, io di cui hanno parlato nelle loro profezie: sono nato da una vergine, come hanno predetto; sono apparso a coloro che abitano il mondo ed ho vissuto tra gli uomini come hanno annunziato. Presto verrò a trovarti riscattando l'umanità."."
Gesù si è incarnato ed è apparso all'uomo per attirarlo a sé. Il Signore onnipotente è venuto in noi come umile servitore perché l'uomo rimanesse meravigliato di fronte alla Sua infinita grandezza accorgendosi della sua fragilità e della sua impurità, e come Simeone "correndo" dal Redentore e stringendolo a sé potesse rinascere nello Spirito sperimentandone così pienamente tutta la Sua confidenza.

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