Pentecoste

 

pentecoste.jpg

 

 

ICONA DELLA PENTECOSTE

Testi: At. 1,12-13; At 2,1-18

PREMESSA

La solennità della Pentecoste si celebra cinquanta giorni dopo la Pasqua , ed è una delle feste più antiche del calendario cristiano. Se ne parla già nel III secolo con Tertulliano e Origene e nel IV secolo fa ormai parte del patrimonio teologico e liturgico delle diverse Chiese

Le radici della Pentecoste risalgono all’Antico Testamento come festa del raccolto, cui si aggiunge la celebrazione del dono della Legge a Mosè sul monte Sinai

Nella nostra festa cristiana della Pentecoste viene celebrato il dono dello Spirito Santo che realizza la Nuova Alleanza e avviene anche la nascita della Chiesa.

DESCRIZIONE - COMMENTO

Il gruppo degli apostoli attira immediatamente la nostra attenzione: sono seduti e disposti a semicerchio. Tale disposizione riesce ad esprimere allo stesso tempo, la parità, l’unità e la comunione fra i membri del collegio apostolico. Il semicerchio evoca anche l’immagine di un coro, cioè di una celebrazione liturgica.

Il libro degli apostoli riferisce che: Venne all'improvviso dal cie­lo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tut­ta la casa dove stavano (At 2, 2).

Si sarebbe portati ad immagi­nare una scena piena di movi­mento e di agitazione, invece I l'icona è caratterizzata da sere­nità e compostezza. Le posture degli Apostoli mostrano equi­librio e stabilità. Tutti sono se­duti, alcuni sono raffigurati co­me se stessero conversando tranquillamente fra di loro.

Nel loro atteggiamento esteriore, so­migliano molto agli uomini spi­rituali della Chiesa orientale, che praticano la preghiera del cuore. In effetti, il dono dello Spirito che ricevono dall'alto consiste anzitutto nella vita in­teriore di grazia.

Notiamo che le figure degli apostoli diventano progressiva­mente più grandi nella misura in cui retrocedono sullo sfondo, avvicinandosi al centro. Sono disposti in due gruppi o semi­cori, composto ciascuno da sei apostoli. In posizione centrale, a capo dei due semi cori si tro­vano i due Principi degli apo­stoli: Pietro e Paolo

Anche se non ci sono iscrizioni con i nomi dei singoli personaggi gli apostoli si possono facilmente identificare, in base al modo ca­nonico di rappresentarli.

A si­nistra si riconoscono le figure di Pietro, Matteo e Luca, Simone, Bartolomeo e Filippo; a destra sono raffigurati Paolo, Giovanni e Marco, Andrea, Giacomo e Tommaso.

Ciascuno dei due evangelisti mostra il libro del Vangelo che ha scritto. Tutti gli altri stringono in una mano un rotolo di pergamena, come se­gno del dono dell'insegnamen­to e della predicazione che han­no ricevuto.

La presenza di S. Paolo e de­gli evangelisti Marco e Luca mostra che l'icona non  intende rappresentare l'evento storico, ma piuttosto il significato sim­bolico e teologico della Pentecoste.

L’insieme di questi dodici  personaggi esprime l'unità del Corpo Mistico di Cristo, che è \ la Chiesa: in questa icona la Chiesa viene rappre­sentata dal collegio apostolico, cioè come Chiesa docente e ge­rarchica.

Particolare importanza as­sume lo spazio lasciato vuoto nel mezzo tra gli apostoli Pietro e Paolo. È il posto centrale, ri­servato a Cristo, il capo della Chiesa. Gli apostoli sono riuni­ti intorno al Cristo e il posto  vuoto ne attesta la presenza in­visibile.

In mezzo agli apostoli Cristo è presente e attivo per mezzo dello Spirito.

La Pentecoste è l'effusione dello Spirito Santo, che Gesù stesso aveva chiama­to Consolatore o Paragletos, ter­mine che in greco significa av­vocato, difensore, intercessore.

Gli  apostoli rappresentano la comunità dei credenti che si apre all'azione dello Spirito. Dopo che Cristo aveva assunto la nostra umanità, era necessa­rio che anche l'umanità diven­tasse Corpo di Cristo. Questa è l'opera dello Spirito Santo: do­nare una vita cristica all'uma­nità e ispirarla con il suo soffio.

Sopra il coro degli apostoli, verso il limite superiore della tavola, si vede la rappresentazione simbolica del cielo da cui scendono raggi o lingue di fuoco.

E’ il segno della santificazione degli apostoli e del loro battesimo con lo Spirito Santo e il fuoco

Le lingue di fuoco o i raggi,partendo da un punto centrale situato nel cielo,si dividono poi come zampilli di una fontana spirituale e si posano su ciascun apostolo, in modo da esprimere sia la dimensione comunitaria,sia quella personale del dono dello spirito.

Nel suo insieme la composizione ricorda la struttura fondamentale di una chiesa, dove è in atto una celebrazione liturgica

 In tal modo l'icona di Pentecoste esprime il mistero del Tempio vivente, che è la Chiesa, che riceve dall'Alto il I dono dello Spirito e lo trasmette al mondo.

Ah, se tu squarciassi i cieli e discendessi! (Is 63, 19). Nella Pentecoste, l'antico desiderio dell'umanità è stato finalmente esaudito.

In basso, tra i piedi degli apostoli, si vede un arco allun­gato e più piccolo rispetto a quello formato dal sedile semi­circolare. Potrebbe corrispon­dere al vano della parta esterna del tempio. Qui  come in una cavità oscura, compare un vec­chio con una corona regale e un drappo bianco tra le mani.

È’ il Cosmos, personaggio allego­rico che rappresenta il mondo, a cui gli apostoli sono mandati a predicare.

Si trova in un luogo oscuro, perché il mondo è ri­masto finora senza la luce del­la fede, ma anche perché è av­volto nel peccato Appare vec­chio a causa dell'antico pecca­to di Adamo. Vive nelle tenebre, aspettando di essere illuminato e ringiovanito dallo Spirito.

 I dodici rotoli, che regge sul "­drappo spiegato, rappresentano la predicazione degli apo­stoli, che per il dono dello Spirito Santo hanno portato lu­ce al mondo con il loro inse­gnamento.

PRATICA MEDITATIVA

1. Memorizzo i «nomi dello Spirito Santo»; poi, al ritmo del cuo­re, ne ripeto a lungo un      Paraclito - Consolatore - Avvocato (Gv 14,16-26); Spirito di verità (Gv 16,13); Spirito di Cristo  (Rm 8,91);    Spirito del Signore (2Cor 3,17); Spirito di Dio (Rm 8,9-14).

 

 2. I fondamentali simboli con cui lo Spirito viene     rappresenta­to in forma visiva sono: l'acqua, l'unzione con l'olio, il fuo­co; la nube e la luce, l'ombra, il sigillo; la colomba, il ven­to; la mano (Mc 6,5); il dito: con il dito di    Dio è stata .sçritta la legge su tavole di pietra (Es 31,18);    con lo Spirito del Dio vivo è stata scritta la nuova legge  affidata agli Apostoli (2Cor 3,3).   Fra questi simboli lascio che se ne imponga uno e lo ap­profondisco in meditazione.

3. Rivivo il sacramento della Confermazione: quando, dove,  come ho vissuto questo sacramento? Ne assaporo la bellezza

4. In meditazione approfondisco i «doni» dello Spirito Santo (sapienza-intelletto-consiglio.-fortezza--scienza-pietà-timore di Dio ) e in preghiera li invoco con  fiducia.

5.Dopo aver invocato a lungo lo Spirito Santo medito sugli im­pegni che sto vivendo per testimoniare la mia fede cristiana e rendere incarnata la mia cresima. Cosa confermo di ciò che vivo? Cosa rettifico di ciò che vivo? Cosa voglio «iniziare» per vivere meglio?

6.Faccio una lettura sapienziale del Catechismo della Chiesa Cattolica ai nn. 683-686 e 731-741.

7.Prego: «O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai con­fini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nel­la comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo. Per Cristo nostro Signore. Amen» .