Natività

Natale 2.jpg

testi evangelici Lc 2,1-10; Mt12,1-12

Commento di Padre Tommaso Guadagno

La composizione dell’icona risale probabilmente all’immagine dipinta nella chiesa costruita da Costantino nel luogo della nascita di Gesù. L’icona con chiarezza e semplicità illustra fedelmente il racconto evangelico, ma anche le sue implicazioni dogmatiche.

Descrizione – osservazione

La luce con i tre raggi manifesta che Dio ha risposto all’antica preghiera di Isaia “se tu squarciassi i cieli e discendessi” (Is 64, 1). Lo Spirito, dicono i Padri della Chiesa, è la Gioia eterna tra il Padre e il Figlio.

Il movimento dell’icona (forme e colori) parte dalla periferia e descrive un cerchio che termina al centro della composizione, dove si trova il bambino il salvatore che è nato per noi.

Per salvare il mondo e diventare il cuore della creazione, Cristo situa misticamente la sua nascita nel centro stesso dell’abisso tenebroso, dove il male raggiunge la sua massima concentrazione.

La presenza del bue e dell’asino rievoca le profezie: Colui che è nato è il Re, il Pastore di Israele. Ma è posto nella mangiatoia. Egli è già fin da ora l’agnello immolato e il pane di vita, è già l’Agnello Eucaristico. Un tempo la manna scese dal cielo, ora il pane di vita si offre a noi dalle viscere stesse della terra.

La Vergine Maria – Regina Théotokos è distesa. Sfinita per il travaglio del parto riposa sul tappeto di porpora. Il suo sguardo è immerso nella contemplazione del mistero.

La scena del bagno del neonato dimostra che è veramente Figlio dell’Uomo, e allo stesso tempo il Messia atteso e infine venuto a visitare il suo popolo.

L’albero o cespuglio verdeggiante è il simbolo dell’adempimento delle promesse fatte ad Abramo e alla sua discendenza.

Giuseppe, immerso in una profonda meditazione. In posizione marginale, si vede bene che non il padre del bambino. Di fronte a lui il demonio sotto le apparenze del pastore – tentatore afferma che non esistono altri mondi, all’infuori di questo mondo visibile, e, quindi, non esiste alcuno altro modo di nascita se non quello naturale. È la negazione di ogni trascendenza, e insieme il cuore lento a credere all’amore gratuito di Dio.

 

Pratica meditativa

Il Natale è la festa della Luce, è la festa di Gesù nato come Luce del mondo. Esponiamoci alla sua Luce

1.Nel più profondo del mio cuore abitano dei desideri,.dei sogni belli di bene e di bontà: ne prendo coscienza e li offro al Signore perche se ne serva per potere collaborare alla sua venuta

2. Entro nel misterioso silenzio della notte della Natività: lascio parlare il silenzio colmo della Presenza. Adoro e ringrazio il Padre per la nascita nel tempo del suo Figlio Gesù.

3 «Oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore che è Cristo Signore» (Le 2, Il).

A cerchi concentrici visualizzo tanti settori di umanità bisognosi della venuta del Signore. Su ognuno di questi settori  invoco < vieni Signore Gesù >

4.«Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto; a quan­ti l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,11-12).

Osservo le varie dimensioni della mia persona (corpo, cuore, mente, spirito) e verifico, aiutato dallo Spirito Santo, se ho accolto in tutte le stanze della mia 'casa interiore' il Signore Gesù. Se sì, ringrazio. Se no, chiedo grazia di con­versione.

5. In meditazione davanti all' Icona della Natività, assumo una posizione che esprima adorazione e gratitudine per il Verbo fatto carne. Dimoro in questa posizione a lungo e in silenzio.

6.In meditazione chiedo la grazia di comprendere in che cosa oggi mi coinvolge il mistero dell' incarnazione del Signore Gesù, per collaborare alla salvezza di tutti gli uomini.

7.Prego: «O Dio, che in modo mirabile ci hai creato a tua im­magine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che og­gi ha voluto assumere la nostra natura umana. Amen».

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