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Parola e silenzio

Alcune citazioni

«Come nella giornata del cristiano ci sono determinate ore dedi­cate alla parola, specie le ore del culto e della preghiera in comune, così nella giornata devono esserci pure determinati periodi di silenzio nell'ascolto della Parola, silenzio che nasce dalla Parola. Saranno so­prattutto i momenti prima e dopo l'ascolto della Parola. La Parola non raggiunge gli uomini rumorosi, ma quelli che rimangono in si­lenzio. Il silenzio nel tempo è il segno della santa presenza di Dio nel­la sua Parola» **

«Taciamo prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola, come un bambino tace quando entra nella stanza del padre. Taciamo dopo l'ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Taciamo la mattina pre­sto, perché Dio deve avere la prima parola, e taciamo prima di co­ricarci, perché l'ultima parola appartiene a Dio. Taciamo solo per amore della Parola, cioè proprio per non disonorarla, ma per ono­rarla e riceverla come si deve. Tacere, infine, non vuoI dire altro che aspettare la Parola di Dio e venire via, dopo averla ascoltata, con la sua benedizione **

«La voce di Dio - affermano i padri - è il silenzio, ed esercita una pressione infinitamente discreta, mai irresistibile. Dio non dà ordi­ni, ma lancia appelli: Ascolta, Israele!, oppure: Se vuoi essere perfet­ta ... »**

«lI silenzio è una qualità di Dio, perché ogni prova costringente vìola la coscienza umana. E nel silenzio - dice Nicola Cabasilas - che Dio manifesta il suo amore verso gli uomini, manikòs éros, amore folle di Dio per l'uomo e suo incomprensibile rispetto verso la li­bertà umana ... La fede è la risposta a questa presenza discreta di Dio. La fede dice: Offri la tua piccola ragione e ricevi il Logos. Dona il tuo sangue e ricevi lo Spirito» *

«Secondo i padri, prima di ascoltare le parole del Verbo bisogna im­parare ad ascoltare il suo silenzio, quel linguaggio del mondo che sta per venire, secondo sant'Isacco. È in questo silenzio e nella sovrana libertà del suo spirito che ogni uomo è invitato a rispondere: Che ne é di Dio? San Gregorio di Nissa si lascia sfuggire questa risposta: Tu, che l'anima mia ama!»'.*

«Dio ha parlato per mezzo dei profeti, ha parlato durante la sua vita terrena, ma dopo la Pentecoste non parla che attraverso l'azio­ne dello Spirito Santo» *

«Un grande silenzio avvolgeva la terra il venerdì di Passione. Dopo aver annunciato la morte di Dio, sembra che il mondo entri nel silenzio del grande sabato»*

«Quando l'uomo rientra in se stesso e ritrova il vero silenzio, vive l'esperienza quasi di un'attesa che gli viene dal Padre che è presen­te nel segreto (Mt 6,6) ... È una parola che non s'impone; è parola che testimonia di una prossimità vivente: "Ecco, sto alla tua porta e bus­so (Ap 3,20)" *

<Il silenzio è l'avvento, il tempo dell'attesa benché scenda la not­te. E l'attesa dell'inatteso. Secondo il detto di Eraclito, per cui: Se non si spera, non s'incontra mai l'insperato» *

«In un immenso sospiro il silenzio avvolge la terra di pace: Tut­to è tuo, Signore; io sono tuo, accoglimi. A chi pone l'alternativa tra contemplazione e vita attiva, san Serafino ha risposto: Trova la pace interiore ed il silenzio, e una moltitudine di uomini troverà salvezza in te» *

«Dio ha creato gli angeli in silenzio, dicono i padri. Dio guida i si­lenziosi, mentre quanti si agitano fanno ridere gli angeli» *

** Bonhoeffer Dietrich, Vita comune, dell'editore Queriniana Edizioni

* Evdokìmov: L'amore folle di Dio, Edizione Paoline, Roma 1983.


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